Hanno RECENTEMENTE SPARLATO

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QUESTA SETTIMANA NELLE MIE ORECCHIE...


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Passi da me oggi?

Siamo *loading*: ci staremo tutti in camera mia?


Reclami ufficiali

Puoi addirittura dirmi quanto sono stronzo




domenica, 29 maggio 2005

Finalmente anch'io posso essere un'arrogante bottegaio!! (per ulteriori informazioni acquisite l'album di questi qua)

Orme lunari di SleepingCreep alle 18:13 | link | commenti (1)|


sabato, 28 maggio 2005

Potrei capire perchè gli anonimi non si fanno gliaffaracci delle ragazze loro?! Puoi insultare me, le mie idee, dire anche che sono presuntuoso io, non me ne frega un cazzo. Del resto so benissimo di essere uno scoppiato. Ma la mia ragazza non è affar tuo. Ora: non è molto difficile risalire dall'IP del tuo PC alla tua identità: sarei solo uno stupido se cadessi nel tuo stesso giochino di sparare insulti a manetta. So di essere quello che sono e, sì, me ne compiaccio, come mi compiaccio di essere innamorato della mia ragazza e di starci bene insieme. Se la tua esistenza insignificante ti porta a sparare a zero sugli altri gratuitamente senza tralaltro palesare la tua identità, hai dei seri problemi con la tua vita. Fatti curare. Un'ultima domanda: tua madre ce li ha figli normali?
Do'svidania.

Orme lunari di SleepingCreep alle 09:34 | link | commenti |
s-cazzate


venerdì, 27 maggio 2005

Vent'anni?
"Cazzo, ho vent'anni. Dovrei scrivere un post su questa cosa", penso mentre mescolo la brodaglia trasudante olio che potrà essere la cena degli improbabili catto-comunisti. Penso anche che qualche anno fa, vedendomi per strada, mi sarei detto che volevo essere come quello lì. Penso a cosa significa avere vent'anni e mi dico "niente, che vuoi che sia, hai solo qualche anno in più". Penso a qual manifesto della Dc degli anni 60 con su la foto di una sposa e, sotto la didascalia "la Dc ha già vent'anni", un'altra marcata a pennarello "ed è già così puttana" (ma per questa rimando a knef). Penso che sono un adulto, quasi, e che guardarmi allo specchio mi fa tanto guardare qualcun'altro. Penso che ho vent'anni e che mi sveglio ancora tutte le mattine in un posto che non voglio chiamare casa, in un posto che è casa dei miei. Qualora non mi svegli in un posto dove lavoro, ovvio. Ho vent'anni ed odio ancora me stesso a fasi alterne. Ho vent'anni e sono ancora compiaciuto dell'odio che provo, come quando ne avevo 16. ho vent'anni e sono uno scoppiato cronico. Ho vent'anni ed ancora lancio le palline contro il muro, ancora mi faccio rimproverare dai miei perchè sto seduto sul tavolo. Ancora non ho il coraggio di palesar loro che fumo. Ho vent'anni ed ho fatto solo un decimo delle cose che avrei voluto fare, dovuto fare, da bambino, da ragazzino. E la colpa non è solo dei miei e del posto sperduto in cui abito. É anche e soprattutto mia e della mia arrendevolezza. Ho vent'anni e per capire che un collettivo potevo fondarlo anche solo con altre due persone (per esempio), ci ho messo vent'anni. Ho vent'anni e non sono mai riuscito a farmi una vacanza da solo in giro per il mondo (se si escludono le due settimane in un centro sociale a Roma, qualche anno fa). Ho vent'anni e dormo ancora con la maglia di topolino che mio cugino mi ha portato dalla california 10 anni fa (e che Giada è stata costretta a rammendarmi visto il suo stato pietoso). Ho vent'anni e mia madre mi butta ancora i vestiti lerci contro la mia volontà. Ho vent'anni e ancora porto maglioni sformati e jeans decostruiti, sgualciti e dipinti a pennarello. Ho vent'anni ed ancora mi asciugo le mani sui pantaloni. Ho vent'anni e sono marxista, un po' pure leninista, sicuramente trotzkista, molto marcusiano, un pizzico anarchico, filo-movimentista, esageratamente fancazzista. Ho vent'anni e se scendo in cantina di notte, fatto quello che devo, risalgo in fretta perchè mi fa paura la cantina. Ho vent'anni e piango ancora vedendo American Beauty. Ho vent'anni ed amo la mia ragazza (che, diciamocelo, non si porta più farlo). Ho vent'anni e sono ancora vergine. Ho vent'anni e quando sono su un balcone molto in alto, mi viene ancora voglia di sputare. Ho vent'anni e sogno ancora di volare (materialmente).
 Ed a tutto questo si aggiunge un tristissimo senso di responsabilità che mi lega a terra, con tutto quello che ho da fare, che non mi va di fare, che devo fare. E di quello che voglio solo qualche traccia. Ed in un mondo pazzo e complesso non è facile stare bene. Io ci provo.
Do' svidania.

Orme lunari di SleepingCreep alle 09:10 | link | commenti (9)|
psuedoesistenzialismo


mercoledì, 25 maggio 2005

One dimension

Ascolto i One Dimensional Man (che tra una settimana suoneranno a Scisciano gratis), leggo "One dimensional man", imparo ad usicchiare C, ieri ho preso 30 e lode ad un esame indegno. Sparpaglio il mio tempo e tento di studiare: il cammino verso il 24 luglio e la libertà si fa sempre più breve, i cazzi verranno a seguire. Mi mancano molte cose, ma stasera almeno andrò ad affiggere manifesti e così laverò la mia coscienza, fermo restando che non compro ancora l'Espresso una settimana sì e due no (mai visto "Paz!"?). Non mi sent produttivo per il movimento, ma forse è solo perchè manco dal circolo da un po'. Spero di tornare a vivere. Presto. Molto presto.

Orme lunari di SleepingCreep alle 09:39 | link | commenti |
psuedoesistenzialismo


sabato, 21 maggio 2005

Umani dopo tutto

Ascolto qualche cosa che sembra musica (ma molto da lontano) e sono alla fine di una giornata appezzottata, che giace sul fondo di una settimana altrettanto appezzottata. Con un esame martedì, il modem che fa i cazzi suoi e varie altre cosucce sparse, non è certamente la serata più bella dell'universo. Ma se ripenso che fino ad un'ora fa sono stato con Amalia di colpo lo diventa. Anche se nel corso di questa settimana si sono presentate delle tematiche non esattamente rilassanti, come la mia visita al Millepiani di Caserta in compagnia della compagna (sarà lecito chiamarla così?) Angela ed il seguente pernottamento a casa del suo ex-ragazzo, Antonio, che scopro essere un tipo molto più simpatico di quanto me lo fossi prefigurato. Del resto però c'è da dire che mentre io mi divertivo al Millepiani, nel cazzeggio/impegno che tanto mi riempie, qui a Nola moriva una compagna dei Ds che conoscevo. A 42 anni è morta di cancro. Ed anche se non la vedevo da quasi un anno e che il mio rapporto con lei si poteva aprire e chiudere in una campagna elettorale, mi dispiace un casino non essere riuscito neanche ad andare al suo funerale. E anche se "la morte è insopportabile per chi non riesce a vivere", a me adesso pensare che ero a perdere tempo a Caserta mentre lei moriva, fa male.
Do' svidania, Anna.

Orme lunari di SleepingCreep alle 23:17 | link | commenti (1)|
pseudopolitica, s-cazzate


venerdì, 20 maggio 2005

Credo di dover ringraziare mio padre per il fatto che lavora da 20 anni a Caivano. Ed anche se del motivo di questa gratitudine conosco ben poco, è pur sempre un pezzo di anni '90 (il 25° per la precisione), diamine! Mi sa che il 20 giugno avrò un po' da fare.

Orme lunari di SleepingCreep alle 12:05 | link | commenti (6)|
cazzate


giovedì, 19 maggio 2005

Solidarietà per compagni accusati di cazzate

Ieri all'alba, a conclusione della operazione, denominata "nottetempo", sono state eseguite 15 perquisizioni domiciliari: le case dei compagni sono state perquisite con i soliti metodi violenti caratteristici della polizia; uomini della digos, fra cui alcuni incappucciati, che rovistavano indisturbati ovunque, elicotteristi ed arficieri per uno spiegamento di 150 uomini, nella sola provincia di Lecce. Un compagno è stato condotto nella sede del Capolinea in via Adua (i poliziotti hanno aperto la porta con le proprie chiavi) dove ha assistito alla perquisizione, alle riprese video e al sequestro degli oggetti presenti nel locale (libri, magliette, spillette e volantini). Sono stati arrestati 5 compagni con l'accusa di associazione sovversiva con finalità di terrorismo, altri 8 indagati a piede libero con la stessa accusa e due indagati per manifestazione non autorizzata. Le accuse si reggono su prove assolutamente congetturali, derivanti da intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché da un rilevatore gps, installato nell'auto di un compagno. Da questo materiale gli inquirenti evincono la responsabilità dei compagni negli attacchi ai bancomat di Banca Intesa, alla pompa del distributore Esso, alla porta del duomo di Lecce e alla casa della sorella di don Cesare Lo Deserto. Scritte murali sono state attribuite in modo ridicolmente arbitrario. E' chiaro che l'operazione, condita dallo strombazzare della stampa locale, è un ennesimo esempio di montatura giudiziaria, basata su prove inesistenti. Sappiano lorsignori che gli anarchici non conoscono né capi né dirigenti, per cui in carcere non hanno portato nessun "vertice" o "mente" che dir si voglia. Le menti dei compagni sono distinte, indipendenti e unite nella lotta quotidiana contro ogni forma di sfruttamento. Lo scopo di questa assurda messinscena è scoraggiare ogni tipo di espressione di dissenso, criminalizzare i compagni facendo terra bruciata attorno a loro. Sappiamo che in una società in cui tutto è merce la galera è lo strumento deterrente di ogni forma di dissenso, funzionale a garantire una omologazione e una apatia sociale necessaria al capitalismo. Vorrebbero che ci accontentassimo mestamente delle briciole che cadono dal banchetto dei potenti, invece ciò che vogliamo è un mondo diverso, egualitario ed antiautoritario. I compagni sono stati duramente attaccati per aver solidarizzato con gli esclusi, gli immigrati deportati e rinchiusi perché sprovvisti di permesso, dileggiati come sub-umanità e coperti dalla indifferenza sociale. La solidarietà tra gli sfruttati è ciò che più teme il potere, e l'eventualità che fa tremare la terra sotto ai piedi a coloro che ci chiamano terroristi. Oggi esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai compagni attaccati e detenuti, domani saremo di nuovo insieme nelle lotte di sempre.

LIBERTA' PER MARINA, ANNALISA, SAVERIO, CRISTIAN E SALVATORE. LIBERTA' PER TUTTI I RECLUSI.
FUOCO AI LAGER E ALLE GALERE.

altre informazioni su: www.anarcotico.net

AGGIORNAMENTO ORE 12,30

Si è costituito a Lecce un comitato di controinformazione e mobilitazione politica per lottare contro la logica repressiva e di criminalizzazione del dissenso e dell’attivismo politico antagonista in Italia. Tale logica è tra l’altro alla base dell’operazione di polizia di giovedì scorso 12 maggio che ha portato all’arresto di cinque anarchici e alle “indagini” a carico di altri 16, con un uso abnorme e strumentale dei reati associativi previsti dall’art. 270 bis risalente al fascista codice Rocco. Tale azione e stata condotta in maniera platealmente massmediatica perché doveva “impressionare” il più possibile e controbilanciare efficacemente l’arresto dei responsabili del C.P.T. di San Foca già inquisiti per numerosi reati e dunque “distrarre" l’opinione publica dai veri disonesti e autori di violenze e torture all’interno di quella struttura di “accoglienza”.

MANIFESTAZIONE REGIONALE SABATO 21 MAGGIO ALLE ORE 15,00, CON PARTENZA DA PORTA NAPOLI, A LECCE

Orme lunari di SleepingCreep alle 10:26 | link | commenti (4)|
pseudopolitica, s-cazzate


domenica, 15 maggio 2005

Tra vent'anni

Si apre così un sabato mattina insolito. Si presenta a casa una vecchia amica di famiglia, Stefania, che ha alcuni anni meno di mia madre (che ne ha 50), meravigliosamente gravida e meravigliosamente punkabbestia. In realtà sia lei che il marito sono sempre stati più amici miei che dei miei, infatti non li vedevo da circa sette-otto anni a casa mia. In genere ero più propenso ad andare a Pomigliano (dove abitano) a fare quattro chiacchiere, a bere un teh, o telefonare (sì io coi compagni ci parlo più a telefono che vederli di persona). Dunque, dicevo, Stef si presenta, sola e gravida ed entra in camera mia mentre sto ancora rientrando, scazzato, da una notte che per esasperazione non vi racconterò. Entra e mi sorride mentre mi aggiusto lo zaino, intenzionato (che ingenuo) a studiare. Stef mi fa: "ti va di accompagnarmi ad una noiosissima colazione? Te ne sarei grata..." io, tra il sorpreso e l'interdetto chiedo del marito, salvo considerare che è a casa a badare ai già nati due pargoletti. "Ok, andiamo dove vuoi, però all'una devo stare a lavoro cascasse il mondo". Lei annuisce: anche prima, sembra dire. Alle 9.30 siamo già in macchina in direzione Palma Campania (che è ad un tiro di schioppo da casa mia). Non le chiedo niente, mi godo la sua compagnia e basta, parliamo di lei, di come sta, di com'è fare i genitori punkabbestia a 35 anni con una figlia di dieci, di come si vive. "Felici" mi risponde lei. Poi penso ai miei cugini, le loro continue beghe coi mariti/mogli e figli piccoli e mi chiedo perchè non possono vivere tutti la genitorialità con la serenità di Stefania e Ciro. Arriviamo a destinazione, un ristorante-per-comunioni-di-gente-importante in cui sono già stato per le frequentazioni iperborghesi di mia madre. É una colazione, il che fa il tutto molto borghese. Visto il luogo, guardo me e Stef e ci trovo alquanto inadeguati. Le chiedo che situazione sia. Lei mi dice "dopo quindici anni mi rivedo coi miei compagni di liceo". Ora capisco. E capisco pure perchè, in mancanza del marito, ha scelto me. Il mio aspetto ben poco ordinario (ed il suo) sono la sua vendetta sui suoi compagni di liceo, un grido al "Non son degna di voi (per fortuna)". Ma non mi sento usato, anzi - le dico - farò di tutto per mostrare la mia alternatività. Entriamo e l'ambiente è pieno di un grigio intenso, di gente rintanata lontano da Napoli perchè qua in provincia si sta più tranquilli, bambocci ingessati in abiti che costano più della mia macchina, donne che hanno venduto il loro corpo e la loro identità al marito riccastro per ottenerne il conto in banca ed i pesanti gioielli che pendono al loro collo. Sono a metà tra l'allibito e lo schifato. Gli invitati, quelli che hanno la decenza di non fiondarsi sul buffet (la minoranza degli uomini) o sul banco degli alcolici (la minoranza delle donne), brancolano nel buio del non sapere che fare, di cosa parlare. Ad un tratto si avvicina l'organizzatrice della farsa e saluta Stef, quasi arronzandola, per dire "sei sempre più zingara" le chiede sfrontatamente se sono suo figlio o il suo "nuovo" ragazzo, lei risponde che è sposata con Ciro, che sono un amico. Poi rivolta a me, dice che doveva scegliere se far fare la guardia ai bambini a me o al marito, ed alle strette ha scelto il marito. Mi fa l'occhietto e mi dice di stare tranquillo. La guardo. La guardo e spero di avere un quarto della sua dignità, del suo fegato tra quindici anni. La guardo e vedo quello che potremo essere io ed Amalia: la guardo e vedo nei suoi occhi la bellezza più pura, quella che vedo negli occhi di Amalia. Stef si allontana e mi lascia ai miei pensieri sul mio futuro. Mi siedo a terra e comincio a leggere Donadio che il 24 c'ho l'esame. Ad un tratto la vedo parlare con un uomo ed una donna che non mi sembrano affatto rigidamente omologati come il resto della cricca presente. Lei è semplicemente vestita "pulita", come direbbe mio padre. Lui è ordinario, ma assolutamente non ingessato: una coppia di trentacinquenni che non fanno a forza la parte dei sessantenni "perbene". Lui si avvicina a me e fa: "ci andiamo a fare una canna, vieni con noi?". "Non fumo" gli comunico deciso, ma io e Stef gli facciamo compagnia lo stesso, mentre sfumacchio una sigaretta self-rolled. Parliamo di tutto, di politica, di sesso, di religione e di fecondazione assistita: passo i momenti più belli degli ultimi mesi, con persone che a trentacinque anni continuano a non vendersi al qualunquismo. La "festa" si dilegua presto. Tutti, praticamente, se ne vanno senza salutarci. Poi Stef mi chiede se ce ne andiamo. Saluto affettuosamente i due ragazzi con cui abbiamo parlato e scopro, con sorpresa, che sono fratello e sorella, gemelli, tutti e due in classe con Stef quindici anni fa. Stef risale in macchina a fatica e decido che non voglio essere complice della morte del bambino e mi metto alla guida della gloriosa Ford Fiesta nera immatricolata forse prima della mia nascita. Arriviamo a casa e la ringrazio per la splendida mattinata. E per avermi salvato la settimana.
Do'svidania!

Orme lunari di SleepingCreep alle 12:14 | link | commenti (4)|


giovedì, 12 maggio 2005

Mi spiacerebbe

Tanto per interrompere il silenzio, in realtà. Che non c'è molto da dire. Mi spiace quando gli anonimi chiosano pronunciando accuse d'idoitismo (mio), senza firmarsi, senza palesare la loro identità. Capisco che tu sia in disaccordo, posso anche capire che magari sei cattolico e ti sia sentito offeso. Potevi dirlo, nessuno ti ha chiesto di venire qui, nessuno ti ci ha portato a forza, io di certo non ti ho invitato, ma non me la prendo per quello che hai scritto. Tutti sono liberi di scrivere il cazzo che vogliono e commentare tutto quello che vogliono e come vogliono. Questa è la differenza tra un papa malvagio che è l'incarnazione dell'imperatore di guerre stellari che critica una innocua copertina e poi non denuncia la guerra come crimine e me, che magari non ho un telefono speciale per parlare col tuo dio, ma almeno sono democratico. Certo, caro anonimo. Stai con i cattolici, spara di nascosto e fuggi, come ogni vigliacco. Ma io, anche se imbecille, il coraggio di dire chi sono, quando sparo sentenze, ce l'ho.

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domenica, 08 maggio 2005

La guerra che non si dimentica

La guerra è brutta, la guerra è infame: ce lo siamo detti, ripetuti mille volte noi pacifisti, noi comunisti, noi che diamo valore alla vita umana. E ce lo siamo detti spesso, guardando le foto delle fosse comuni, i morti tra i civili, tra i bambini, i profughi, la fame. L'ho detto anch'io, anche per me "la guerra è orrore" (come recita una delle tesi congressuali del mio partito). Poi oggi ho visto le foto ed il reportage dei feriti americani in Iraq, che tornano mutilati e che non sanno se ringraziare o maledire il loro dio (uno a caso, sceglietelo voi) per essere rimasti vivi. Ed ora mi è venuta chiara una cosa che non avevo mai analizzato, perchè non avevo mai provato pena per i morti ed i feriti americani. Non che provassi giubilo, ma mi lasciavano indifferenti i bollettini con su le notizie di morti tra le fila statunitensi. "Se la sono cercata..." era quello che, di nascosto, pensavo tra me e me. Sbagliando, ora ne ho certezza. Sbagliando di grossissimo. Non so di chi possa essere la responsabilità di questo senso di estraneità che provavo, ma credo che molto sia dipeso dall'informazione: la guerra in Vietnam è finita perchè gli americani erano stanchi di vedere i loro figli ammazzati per una guerra che nessuno capiva e nessuno voleva, l'informazione trasmetteva ogni giorno bollettini sui morti, i feriti tra le une e le altre fila. Ci comunicava quanto quella fosse una guerra sporca. In questa qui sentiamo solo l'eco di quelle parole. Perchè gli americani non vogliono farci vedere niente, dobbiamo al massimo avere una vaga idea del numero dei morti, ma non possiamo vederli, devono essere un numero, non degli esseri umani che crepano per una causa inesistente. E così solo oggi, a tre anni dall'inizio di quella guerra che, eppure, mi aveva indignato, capisco davvero il senso della mia indignazione. Capisco che non c'è vittima e carnefice in guerra. Il carnefice non è quello col fucile, ma quello in doppio petto ed i suoi vassalli. Le vittime, quelle, spesso indossano anche una divisa. Che poi ci siano i bastardi schifosi (vedi Abu Graib), quello è sempre, da tutte le parti, che siano i "buoni" o i "cattivi".
Do' svidania.

Orme lunari di SleepingCreep alle 07:46 | link | commenti (2)|
pseudopolitica