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Hanno RECENTEMENTE SPARLATO
occhi0rientali in This time... is out ... utente anonimo in This time... is out ... AngelKarmilla in Motion capture.
QUESTA SETTIMANA NELLE MIE ORECCHIE...
HO DETTO ANCHE
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La serata si preannuncia decisamente all'altezza del nostro snobbo indie-rockismo: nell'incredulità generale, organizzarsi per il SixDaySonicMadness è la cosa più naturale del mondo. Semplicemente io Ciccio e Knef ci mettiamo in macchina (salvo aver chiesto indicazioni a mio padre) e ci dirigiamo verso il beneventano, rotta per Guardia Sanframondi paesino di cui, inutile dirlo, non sapevamo neanche la possibilità di esistenza (e in realtà non è che ora...). Ad ogni modo, grazie a fortuiti incontri ed ad un meno fortuito incontro con l'angelo custode di turno(del quale spero conservi foto Knef) riusciamo ad arrivare a destinazione: il paesino è ridente, costellato di storia. Ma più assurdo, costellato di punkabbestia ed indiesboroni in ogni dove. Mi sento a mio agio. Di più: ci sentiamo a nostro agio. Giriamo per un festival che è proprio un festival artistico a tuttotondo: pittura, scultura, cinematografia, fotografia, fumetto persino. E musica. Tanta e bella. E tutto schifosamente indie-sborone. Aprono i cancelli e non c'è ressa. Non che la gente manchi, ma tutti si muovono con lentezza, acquistano album sboroni, magliette sborone, libri sboroni. Anche noi acquistiamo: tre panini, due bottigliette d'acqua ed un album dei Bad Seeds (giusto perchè non siamo snob). Il concerto comincia e siamo tutti seduti. Per terra: lo spazio c'è, perchè accanirsi? I CTLab passano gustosi, quieti: un post-rock sporco di shoegaze, i Discodrive più duri, molto a la Onde dimensional man (e per questo mi sono piaciuti). Ma durante le esibizioni dei primi 2 gruppi noto un faccione (ed una panza) conosciute: dalle poche foto che ho visto su "Rumore", Max Colini mi è apparso il contrario dello stereotipo del cantante indie (o comunque di un gruppo "alternativo"). Sembra più un operaio della Fiat che fa un po' di musica alla casa del popolo nel dopolavoro*. Io e Knef ci avviciniamo circospetti, lo individuiamo tra la folla: lo fermo e faccio "ma tu, sei max colini?". Lui annuisce, sospettoso. Io gli dico che forse sono l'unico essere umano campano ad aver comprato il loro album originale, lui recepisce in ritardo la mia battuta(?) ed annuisce non molto convinto. L'ennesima figura di merda del sottoscritto, penserete voi. Ed invece no, ci firma gli autografi, a me e a Knef, Knef gli da anche scherzosamente dello stronzo (del resto la dedica a Knef era "resta alle droghe leggere"). E poi se ne va, portandosi dietro il mio IDEARIO (che poi diciamocelo, gliel'ho lasciato quasi apposta). Me lo rispedirà. Spero lo legga. A quel punto il concerto poteva anche finire là. Ma niente mi avrebbe schiodato dalla loro esibizione live (cazzo, ho pure fatto 55 km per arrivare a bucodelculolandia, permettete), e quindi rimaniamo incollati al palco ad osservare i tre che dal vivo riescono anche meglio che su disco, con distribuzione di gomme al Cinnamon e wafer Tatranky dal palco alla folla (chiaramente io non ho beccato un fico secco). L'artista di punta della serata sarebbe stato un certo GoodMorningBoy, ma sinceramente non ce lo siamo cagati e siamo andati via alla seconda canzone (Snowfall, con i 29 gradi che c'erano ieri sera). Magari tra due-tre anni mi mangerò le mani per non essere rimasto a vederlo, ma eravamo stanchi e ci aspettava un'odissea al ritorno. Ma questa è un'altra storia, fatta di pistoleri-acquavendoli a torso nudo durante la notte. Sono stanchissimo, mi manca Amalia e me ne vado a dormire.
Fiero alfiere del Socialismo Tascabile.
*=se Max Colini o chi per lui leggesse: per me è un complimento, spesso i cantanti e gli artisti indie sono anche troppo pieni di sè e del loro aspetto.
Fuori dal mondo, fuori dal tempo. Senza l'adsl ripiombo nell'incubo della 56k. Fuori da pressochè tutto: soulseek, Tamago, DC++. Manco la mail mi va. E tutto grazie al latrocinio chiamato Telecom, che, nonostante esplicita richiesta di eliminare tutti i servizi salvo adsl alice, hanno pensato bene di tagliare solo l'adsl. Ed ora eccomi nuovamente all'età della pietra. Vabbè, meglio, in questi giorni mi va di studiare. Non che note positive non ce ne siano. Finalmente ho notizie non frammentarie della mia ragazza, spedita, come saprete, in terra d'Albione: il che se mi risolleva da un lato, dall'altro m'affossa, causa intollerabile nostalgia di pomeriggi e serate meno afosi, meno solitari, meno noiosi, meno tristi. Mi manca da impazzire, ma non viviamo il nostro tempo solo per fare scelte che vadano a nostro vantaggio. Cosa che ovviamente non vale per gli operatori Telecom.
Do' svidania.
1) Libri nella mia biblioteca
Di tutto. Dal "Giornalino di Gian Burrasca" a "La critica della Ragione Pura" di Kant. Dal momento che i libri a casa mia sono una innovazione che ho portato io e che solo io ho la malaugurata idea di acquistare, riflettono i miei gusti, esigenze e desideri nel corso di tutta una vita.
2) L'ultimo libro che hai comprato
"La banalità del male" di Anna Harendt e "Medioevo e Rinascimento" di Eugenio Garin. Per studiare "Le filosofie del rinascimento" di Cesare Vasoli. Volevo comprare "Moltitudini" di Hardt e Negri, ma 21 euro sono troppi. Aspetterò l'edizione BUR.
3) Il libro che stai leggendo ora
"Impero" di Hardt e Negri. Per studio "Fenomenologia della Percezione" di Merleau-Ponty.
4) Alcuni libri che consigli
"Salario prezzo e profitto" di Marx; "Stato e rivoluzione" di Lenin; "Stato e Anarchia" di Bakunin; tutto Calvino; "Gli indifferenti" di Moravia; "Opinioni di un Clown" di Bloch; "Trainspotting" di Welsh; "Deu di due" di De Carlo. Questi hanno segnato un po' tutta la mia esistenza.
5) Blogger a cui passare il testimone
Chi vuole può rispondere, dal momento che anch'io l'ho preso da una presona che non ha espresso preferenze.
6) Chi vorresti essere se dovessi rinascere
Sarò uno scoppiato, ma preferirei tornare me stesso.
Andare per locali non è una mia consolidata abitudine. Anzi, direi che è una di quelle cose che ho sempre odiato nelle persone che non frequentavo. Il tipo di locale che odio, in linea di massima, è quello da trentenni, magari all'aperto, magari al centro della città, magari senza parcheggio, magari con musica dal vivo orribiliaca (stile "I will survive" di Donna Summers). Ebbene, forse non aveva alcune di queste caratteristiche (non era al centro della città e, purtroppo, aveva il parcheggio, sive 2 euro di salasso), ma il locale di sabato sera è stato decisamente il pacco più assurdo della storia: io avevo già deciso di passare la serata a casa, ma Ciccio, nella sua infinita bontà, mi passa a prendere praticamente alle 22.00 e ci dirigiamo verso l'Etrò. Vi prego di evitarlo se passate da Mariglianella (sì, è a trecento metri da dove lavoravo fino a ieri): a parte l'esoso parcheggio, noi siamo entrati e ci hanno consegnato un pass. Solo dopo essere stati seduti a gustarci la musica (si spaziava da Donna Summers ai peggiori Guns'n'roses) circa due ore, senza mangiare (si subodorava la truffa sui prezzi) in compagnia degli amici di Somma di Gianfranco, io ed il fido ci siamo decisi a tornare a casa mia e di prendere una pizza alla pizzeria a fianco. Col cazzo. All'uscita lo pseudobuttafuori ci blocca dicendo che il pass (che ci aveva dato lui senza dirci niente a riguardo) va obliterato alla cassa. Alla cassa ci dicono che c'è la consumazione obbligatoria di cinque euro, che diventano quattro perchè un euro è di ratta da parte loro. Conclusione? Abbiamo pagato 5 euro per una birra che sapeva di piscio. Il che sommato al parcheggio, fa sì che la serata ci è venuta circa sei euro a testa. Tornati a casa mia ci siamo tuffati in pizzeria. Con gli stessi sei euro abbiamo mangiato in due. Ieri sera stessa storia al Rock Cafè a Napoli, anche se non si pagava l'ingresso nè la consumazione obbligatoria, abbiamo pagato 10.60 € per una porzione di patatine ed una Heineken. Almeno di buono c'è che suonavano Mino e la sua band e che dunque la serata è stata spesa bene. Ma ho fame comunque.
Do'svidania.
Mentre mi passano nelle vene i Maximo Park che ricordano vagamente una certa new wave anni '80 (ed in realtà nello stereo capita molta roba new wave ultimamente dai Devo ai Minutemen fino agli ormai consunti Joy Division, come dire "viva l'alleria"), mi arriva l'ondata malinconica dell'abbandono più totale: la mia lei è in terra d'Albione, quei pochi amichetti che ho racimolato in una vita in vacanza, i pochi che sono qui sono impegnati a studiare, liberi in orari incompatibili coi miei. Il blog, disertato dai più. Intanto tra la paura che la mia lei tiri le cuoia in seguito ad un attentato (sarebbe seccante dovermi suicidare), ed un non meglio identificato senso d'ansia (ebbene sì, tra tre giorni chiudo col servizio civile) mi rimarrebbe solo da stendermi e grattarmi la pancia. Ma a parte il fatto che a farlo mi vengono le bolle (che poi già c'ho quelle delle zanzare sul solo braccio sinistro), devo riconoscere che c'è anche altro nella vita che l'ozio. E se le riprese del corto cui io presterò il volto come protagonista prenderanno il via solo dalla settimana prossima , c'è da dire che questa sera, almeno qualcosa da fare ce l'ho: i Visione Sinfonica suonano live e gratis a Saviano e non andarci sarebbe criminale. Bèh, intanto magari tra due settimane staro bene, ma per adesso il tedio e l'ansia la fanno da padrone.
Do' svidania.
Mi spiace per chi mi ha considerato un purista manicheo nella musica alternativa. Ma più alternativo del vecchio compagno Tony...!
Dire che sia stata una esperienza poco fortunata, dire che non mi sia servita per capirmi, per capire, per approfondire i limiti del movimento di Utopia Socialista, il suo Renzicentrismo e la sua tendenza a presentarsi pericolosamente alla stregua un movimento religioso, che non ho incontrato gente straordinaria, che non sono stato bene, sarebbe falso. Dire che sono felice di essermene andato, sarebbe falso. Ma dire che non desideravo tornare, che non avrei voluto riabbracciare Amalia, sarebbe addirittura più falso. Sì, sono di nuovo qui, nonostante tutto e tutti. Sì, sono di nuovo qui, pronto per tornare a studiare, con uno spirito rivoluzionario corroborato, una passione e una voglia di fare nuove. E con un nuovo cellulare (pacchianissimo, ovviamente...). Do' svidania!
Da domani sono qui. Sperando di riuscire a produrre qualcosa di sensato.
Do'svidania!
La serata si annuncia nuovamente trash, mi porto dietro il walkman, dentro ho tutto ciò che mi serve per combattere noia, frustrazioni ed "untz tuntz": almeno così speravo. Di colpo la sala, usata un momento prima per la cena (è la stessa dell'altra volta), si apre ed al suo centro un nugolo di ragazzini sui quindici anni comincia a ballare al ritmo di "Rhum e cocaina", ed il Dj si premura di dire "ballatelo, ma non fatelo", mi volto verso l'affermatore e noto che lo speaker non è il Dj, stasera. Lo speaker stasera è il prete. Questo vuol dire che non lo vedrò ballare nudo sull'altare, almeno per stavolta. La serata prosegue con una terribile collezione dei brani da discoteca più orrendi della storia. Si va a pescare fino ai "Bee Jees" ed infine, mi concedo di muovere la testa solo quando parte "Macho man" dei Village People. A quel punto Daniele, di cui vi mostro un'immagine, viene portato al centro della sala e comincia a ballare come un forsennato. A quel punto neanche i Dead Kennedys possono salvarmi, ma si sono scaricate le batterie, e non posso più farci niente. Torno a Casa Irene, nuovamente sconfitto dai barbari.
Perdonatemi.
Settembre 2001
Ho perso la mia guerra. Contro chi? Bèh... contro il mondo, contro i miei genitori... contro me stesso. Ho perso la guerra e non so come fare. Anche perchè è una guerra contro nemici evanescenti che non mirano alla sconfitta, ma solo alla lotta. Ho perso, ma non posso sventolare bandiera bianca nè perdere tutto. Cioè sì. Posso perdere la vita. Il nemico ha preso tutte le roccaforti, ha espugnato la mia casa, ma non mi permette la resa. Vuole il mio sacrificio. Il mio suicidio. L'umiliazione massima. O forse solo la resa estrema. Non ha capito che mi fa un favore? É davvero csì stupido?
Il mio unico alleato l'ho perso e anche se non è passato al nemico rimane neutrale e ciò mi danneggia più che la diserzione. É colpa mia. Sono stato stupido, troppo ed adesso giocano tutti con gli avanzi del mio esercito: la mia ironia è calpestata ed i miei scatti d'insofferenza sistematicamente fucilati. Sono patetici senza neanche accorgersene e sfasciano il poco ottimismo interno che mi rimaneva: il fatto che prima o dopo me ne andrò da questo posto di merda, che il mondo migliorerà, che io riuscirò ad essere felice. No. Non è possibile. E si ritraggono, da un giorno all'altro le ipotesi ottimistiche data la rapida ed inesorabile disfatta. Disfatta annunciata c'è da dire. La guerra era inevitabile? Sì. Ed anche la sconfitta. Non potevo fare a meno di resistere alla distruzione di me stesso, di tutto ciò in cui credo. O credevo. Non potevo restare passivo. Il problema è che i nemici sono troppo e coalizzati fin troppo bene. E non c'è neanche la possibilità di una rivincita. Nessuna resistenza. Tutto viene progressivamente annichilito sotto i colpi incessanti del nemico.
Il nemico è potente. Troppo potente per me.
P.s
Tutto ciò veniva scritto circa quattro anni e mezzo fa. É buffo pensare quanto tempo sia passato, quanto di merda scrivevo, quanto ero autodistruttivo. Ho scelto la cosa meno scema che è uscita dal mio diario stamattina. La cosa scritta meglio. Sono passati quattro anni ed a volte mi sento ancora così, nonostante siano cambiate tantissime cose. Mi sento ancora così, quando il mondo esplode, la violenza infuria e nessuno vuole capire il perchè.
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