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Hanno RECENTEMENTE SPARLATO
occhi0rientali in This time... is out ... utente anonimo in This time... is out ... AngelKarmilla in Motion capture.
QUESTA SETTIMANA NELLE MIE ORECCHIE...
HO DETTO ANCHE
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Ascolto i Lullaby for the working class con uno dei dischi più belli che negli ultimi sei mesi abbia ascoltato, mentre, nell'ora di spacco, mi prendo un po' di meritato riposo. Il sonno mi spreme con acredine, orde di disappunto per le questioni politiche di questo Stato illiberale e frigidamente ipocrita, scalpitano nel mio cervello. Ma sull'idiozia dei cattolici e dei DS ho già avuto modo di esplicitare la mia opinione, dunque non è opportuno ripetersi. E mentre le fatture continuano a passarmi sotto gli occhi coi loro numeri sbiaditi, la fame, quietata da qualche mela ed uno yogurt, disgustata se ne va. E già è ora di rimettersi al lavoro.
Dopo un anno di lavoro sei stremato. Dopo un anno di università sei a terra. Dopo un anno di entrambi ero alla fine delle forze: ma mio padre necessitava di una mano. Dunque, bando alla stanchezza, vai a lavorare, mettendo da parte l'esame di lingua e letteratura greca (si paga all'uscita, del resto) e quello di logica (scampata per un pelo). Poi basta, cazzo, devo studiare. E quindi esami: due, tre in una settimana. Poi GRECOGRECOGRECO. Poi sfiga per Teoretica. Poi finalmente greco. Ed un 30/28 che francamente ci si poteva risparmiare. Un malessere diffuso dovuto a scazzi con mia madre e mio fratello. Malessere, anche con Amalia, almeno fino a qualche giorno fa. Ora, riprendo a lavorare, nella settimana che doveva essere di relax. Almeno fin quando non cominceranno i corsi. Mio padre ha nuovamente bisogno di me. E fino alla fine, sento il dovere di lavorare. Nel frattempo, amici mi regalano questa immagine. Allusioni?

Oggi si sposa mia cugina. Non mi è molto simpatica, non mi è mai stata molto simpatica, figuriamoci adesso che si è decisa a prendere come marito una persona "simpatica" (dato che a me le persone simpatiche stanno sui coglioni). Tuttavia, per una questione di buon gusto ed etichetta (ed in realtà più per non far fare una brutta figura ai miei), non ho posto obiezioni all'andare a questa futile cerimonia di banalità. Unica condizione: non essere costretto ad indossare "o' vestit". Non è solo l'avversione verso un tipo di abbigliamento fortemente borghese, quanto piuttosto l'odio verso il fatto che sembro un pinguino con una cosa del genere addosso. E poi non è che ho chiesto di andarci vestito come mia norma, semplicemente di indossare abiti leggermente diversi da quelli classici. Dopo una battaglia durata una settimana, finalmente le ho estorto il "permesso" per compare quanto occorrente (in sostanza, una cravatta). Dunque stamattina, giorno del matrimonio, chiedo a mia madre dove siano i miei vestiti: lei mi risponde di andare nell'armadio di mio padre e di scegliere un vestito, che io non ho voluto comprare niente e che adesso sono costretto a prenderli da lui. Alla mia faccia, lei risponde "ma pecchè, te vulive mett' chelli schifezz' ca te 'ccattat?" ( =perchè, avevi intenzione di indossare quella merda che avevamo concordato mettessi?). A quel punto, infastidito ed innervosito cerco per casa i vestiti, acquistati tralaltro coi miei soldi. Risultato? Erano in una busta sull'ultimo scaffale dello sgabuzzino, a pochi centimetri dal soffitto. E dire che non erano certo degli stracci. Ovviamente l'ho obbligata a stirarmeli seduta stante. Ringrazi il suo dio che non vengo con la maglia CCCP presa direttamente dai panni sporchi.
Che mio fratello sia stronzo è una cosa risaputa. Che sia un parassita, anche. Che, nonostante io mi prodighi, lui non faccia altro che approfittarsi di me e della mia macchina, è una triste realtà. Allora perchè mi incazzo?! Mi incazzo, perchè nonostante tutte queste cose io le sappia, mi auguro (scemo io) che se certe cose le pensa, almeno se le tenga per sè. Ed invece no: dire "certo che con Berlusconi a destra, uno poi è costretto a votare turarsi il naso e votare a sinistra..." non è solo offensivo per me. Qui stiamo parlando di mancanza di rispetto. E non verso un padre, che bene o male ti deve quello che fa per te (sempre in virtù della frase-paraculata "non te l'ho chiesto mica io di farmi nascere"), ma verso una persona che, a ben guardare, nei tuoi confronti non ha nessun obbligo. Dirlo a tavola, tra un branco di filo-fascisti, mentre io tento solo di farmi i cazzi miei, punzecchiarmi sempre sul fatto che "i comunisti sono tutti perditempo", "la politica non serve ad un cazzo" eccetera eccetera, significa voler litigare. Quegli "io sono di destra" piazzati lì giusto per farmi innervosire durante discorsi che non c'entrano niente e cose del genere, non sono manifestazioni di un pensiero. Sono cazzimma allo stato puro. Risultato? La mia autovettura è moralmente a disposizione degli interessi dei militanti e non può garantire spazio ai fascisti. Ergo: mio fratello sta a piedi da oggi in poi.
Solo, come al solito in camera mia. Ascolto Wicked Gravity di Jim Carroll, ma non è l'inverno dell'85. Mi manca un po' di vita, ma tanta ne potrei trovare attorno a me, solo allungando la mano. Credo che in questo periodo, la mia vita sia tutta qui.
É notte. Ma è sempre notte, in questa stanza, tra queste mura. Nonostante tutto questo tempo, non mi sento ancora a casa. Eppure non ho mai vissuto altrove. L'aria comincia a farsi fredda: questa T-shirt lercia, che avrei dovuto cambiare chissà quanto tempo fa, mi si attacca alla pelle d'oca come un ulteriore strato epidermico. Non vedo la luna, fuori dalla finestra, e qui dentro non c'è luce. Non che farebbe molta differenza.
É buio, il letto mi chiama, ma anche mio fratello e, come sempre, temo vincerà il secondo. Intanto Snell sciorina la sua abilità di sboronissimo hegeliano teleologico nello spiegarmi i come ed i perchè di Omero ed Erodoto e Tucidide. Suona una vecchia conoscenza: i The Album Leaf, rubati da una recensione di Ondarock all'oblio di quella che allora per me era "musica per scoppiati". Chiaramente ora non ascolto altro. E sento una sensazione dolce in fondo al mio animo: sarà la serata, la temperatura, il fatto che il mio letto sia ancora caldo di lei. In fondo, mi dico, non sarà casa, ma è un posto sicuro. O almeno mi sento al sicuro.
Do' svidania.
Suona Bright Eyes. Sì, sono uno scoppiatissimo indiesborone che ascolta emo alle nove di sera. Il libro mi chiama: la fenomenologia sperimentale non si studierà da sola. Nella testa, esistenzialismo spicciolo; nello stomaco pomodori, mais, cuore di mucca; negli occhi un sonno assurdo. In fondo al cuore tonnellate di malinconia. Un'estate che non ho vissuto, benchè odi l'estate. Un agosto sfumato tra studio e lavoro. La voglia di fumare una sigaretta, di baciare labbra che ormai so chiamare solo casa, di stringere spalle che sono riposo e delizia. Sudore mi cola dalla fronte: la temperatura non migliorerà sinchè non aprirò quel dannato balcone, ma aprirlo significa aprire la strada a zanzare et similaria che approfitteranno del mio prezioso sangue, che tralaltro dovrei anche andare a donare. 20 e 55: libro aperto, luce accesa, computer che mi chiama terribilmente. Non è il primo giorno della mia vita, quantunque ne dica Conor Oberst, e con buona pace del mondo, neanche l'ultimo. Probabilmente.
Do' svidania.
Sono sconcertato di fronte alle ingiustizie ed alla idiozia di cui è capace questo sistema.
Notizie terrificanti si susseguono in queste ore dagli USA. Un uragano si è abbattuto, oltre che sulle coste del sud del Paese più (pre)potente del mondo, anche sull'amministrazione Bush, sulla sua incapacità di gestire la crisi. Ma si abbatte sulle coscienze di tutto il mondo: non condivido la tesi che questo stato di crisi sia "da terzo mondo". Anzi credo che sia molto più legato proprio ad un certo tipo di atteggiamento culturale, caratteristico della mentalità dominante negli USA: la mentalità del far west, la legge del più forte. Tipica del capitalismo certamente, non so fino a che punto della razza umana. E mentre tutti si prodigano per mandare aiuti umanitari ad un Paese che degli appelli alla carità generalmente se ne fotte, che ha ignorato i protocolli di Kyoto in continuazione pur di mantenere un (più che altro solo propagandato) benessere diffuso, a New Orleans è guerriglia pura. La "macchina dei soccorsi" cigola, grugnisce, non ce la fa proprio a partire. Forse gli manca la benzina, forse l'organizzazione. Sciacallaggio ovunque, anche da parte di quei Paesi che "tendono una mano al nemico" come Cuba che offre 1.100 medici. Propaganda, stupida perchè fine a se stessa: gli aiuti si mandano senza pubblicizzarli, se sono sinceri. Intanto la gente muore, forse sono già in 10.000, il rischio epidemie dilaga. Chi combatte contro la guardia nazionale è considerato uno "sciacallo". Ma è difficile pensare che persone normali che si armano e combattono contro l'esercito possano essere ridotti solo a dei criminali: un conto è che la malavita organizzata combatta la polizia, ma che gruppi di persone che hanno perso tutto si armino e si schierino contro l'ordine costituito per fare "sciacallaggio", mi sembra ben strano. Del resto stiamo parlando di una delle parti più povere degli USA. E Bush ordina: fuoco a volontà. E probabilmente ci saranno altri morti. Attenzione, non credo che siano guerrieri della libertà, del socialismo o altre cazzate. Forse sono solo persone esasperate, disperate, come a Los Angeles qualche anno fa.
Suonano i RATM, che celebrano una delle pagine più tristi dell'america post-guerra fredda. Chiaramente finora. Ed intanto condivido, per una volta, l'analisi di mio padre: "É il sistema che va a fanculo. E siccome però mangiano ancora, non ci sono prospettive di rivoluzione. Tutto è rivolta, e la rivolta viene affogata nel sangue da parte dei Padroni."
Do' svidania.
A parte il comportamento di mio fratello, ovviamente.
MIO FRATELLO E' FIGLIO UNICO
Mio fratello e' figlio unico
perche' non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato
e non ha mai pagato per fare l'amore
e non ha mai vinto un premio aziendale
e non ha mai viaggiato in seconda classe sul rapido
Taranto-Ancona
e non ha mai criticato un film senza prima vederlo.
Mio fratello e' figlio unico perche' e' convinto che Chinaglia
non puo' passare al Frosinone
perche' e' convinto che nell'amaro benedettino
non sta il segreto della felicita'
perche' e' convinto che anche chi non legge Freud
puo' vivere cent'anni
perche' e' convinto che esistono ancora gli sfruttati,
malpagati e frustrati.
Mio fratello e' figlio unico, sfruttato, represso,
calpestato e odiato.
E ti amo Mario.
Mio fratello e' figlio unico
deriso, frustato, picchiato e derubato.
E ti amo Mario.
Mio fratello e' figlio unico
dimagrito, declassato, sottomesso, disgregato.
E ti amo Mario.
Mio fratello e' figlio unico
frustato, frustrato, derubato, sottomesso.
E ti amo Mario.
Mio fratello e' figlio unico
deriso, declassato, frustrato, dimagrito.
E ti amo Mario.
Mio fratello e' figlio unico
malpagato, derubato, deriso, disgregato.
E ti amo Mario.
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